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Sulle orme del poeta Dino Campana: Marradi, amore, odio e bellezza

Il secondo itinerario alla scoperta della poesia di Dino Campana accompagna il visitatore in un affascinante e suggestivo viaggio di bellezze paesaggistiche.

Marradi gli ha dato i natali e lui, Dino Campana, lo ha ripagato con un sentimento misto tra odio e amore. Il poeta si sentiva soffocato in questo borgo del Mugello, ai confini tra Toscana ed Emilia Romagna, ma vi ritornava ogni volta per riprendersi dalle sue crisi. Qui respirava l’aria salubre godendosi il profilo delle colline, fiancheggiate da faggi, querce e castagni.

Per trovare la casa di Campana bisogna alzare lo sguardo, perché la targa è in alto sul muro, visto che la dimora natale non esiste più a causa dei bombardamenti della guerra.
A Marradi, il poeta vagabondava a piedi per chilometri e chilometri e ogni tanto si fermava a scrivere. Questo suo peregrinare è testimoniato nell’opera principale I canti orfici, dove si legge lo stretto legame di Campana con la sua terra madre. Qui si scopre “la casetta di sasso sul faticoso verde”, lo scorrere dell’acqua nei torrenti e “strati di rocce su strati”, ma anche riferimenti alla ferrovia Faentina (la linea ferroviaria che collega Faenza a Firenze, inaugurata nel 1893, rimane un monumento dell’ingegneria ferroviaria italiana come capolavoro della bassa velocità), la Colombaia, punto strategico da cui si può ammirare “il triangolo del Castellone” e “la Cupola Rossa” del Palazzo Comunale, poi ancora Campigno, casa Vigoli, il Ponte di Lamone (descritto nella celebre poesia L’invetriata), segnalati da foto d’epoca e leggii che citano gli appositi versi dell’opera del poeta.
Partiamo dalla rocca di Castiglione, sull’altura della collina, descritta da Dino Campana come “mistero assopito della selva”. Si erge una torre quadrata, da poco restaurata, e una parte di mura, dove un tempo, si ipotizza, esisteva un camminamento sotterraneo perché è ancora visibile un’uscita. La rocca fa parte di un itinerario circolare, percorribile da tutti, adulti e bambini. Da Marradi si giunge a Biforco, per fare poi tappa a Ponte di Camurano, Camurano, Rocca di Castiglione e ritorno al punto di partenza.
Un altro percorso da intraprendere è quello che attraversa i monti di Campigno, paese che si incontra all’inizio del lungo sentiero che da Marradi porta, per il crinale appenninico, a La Verna. L’escursionista, che legge il passo relativo riportato nel Diario del pellegrinaggio da Marradi a La Verna, ha davanti a sé le pendici dei monti somiglianti proprio a “gonfie vele”. L’itinerario, anch’esso circolare, si svolge partendo da Biforco, poco prima di Marradi venendo da Firenze, e raggiungendo Campigno. Da qui si prosegue per Porcellecchi, sul crinale appenninico, per prendere poi a sinistra lungo una piccola strada forestale che, dopo aver fatto tappa al crinale divisorio tra il Fosso Campigno e il Fosso Chiesine, scende fino a Pian degli Arali. Si lascia la stradina per percorrere un prato e attraversare il Fosso Chiesine, continuando sempre a scendere. Dopo un incrocio con un tabernacolo, si raggiunge Fango e si risale per prendere un sentiero fino a Farfareta, da dove si ritorna a Campigno.

Questo e gli altri itinerari sulle tracce di Campana presenti in questa sezione (da Borgo a Marradi e il pellegrinaggio a La Verna) sono stati descritti in una guida curata dalla Comunità Montana Mugello.
 
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